Ornella Spagnulo
Altre volte va bene l'esatto contrario. Pensiamo a tutta la trattatistica cinquecentesca. Non ci sono regole, secondo me, a parte firmare col cuore.
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Ornella Spagnulo created a blog entry La casa del muro...
La casa del muro è una storia vera, purtroppo. Ci ho dormito una notte sola. Tornando piangevo, alla stazione Termini. Andarsene può essere necessario. Questione di rispetto per se stessi.
Forse ho esagerato. Il senso di terrore è scomparso. Rimane la compassione. Il tempo è il migliore filosofo. E dopotutto la filosofia neanche più mi interessa...non più di tanto, almeno. Il fatto è che non c'è un prima né un dopo alla casa del muro, perché quello che lì ho visto è rimasto in quel luogo.
Davvero in quel viaggio ho cercato di rimanere impassibile, di osservare e basta senza lasciarmi entrare dentro le sensazioni. O meglio, scrollandomele di dosso non appena sono salita sul treno. -
A volte ci si chiede cosa scrivere. A volte descrivere già basta. Registrare i fatti, le apparenze, le forme. Porre fine all'attività del cervello che vuole ogni secondo analizzare, meditare, riflettere...Usare l'occhio, l'orecchio, il tatto.
Altre volte va bene l'esatto contrario. Pensiamo a tutta la trattatistica cinquecentesca. Non ci sono regole, secondo me, a parte firmare col cuore. -
Ornella Spagnulo created a blog entry ANTEFATTO A "THE WAL...
Scrivere "The Wall" è stato come tenere un diario dove di volta in volta potevo scegliere un argomento nuovo, purché coerente, ma allo stesso tempo mi sono anche nascosta dietro a descrizioni fisiche, concrete ("La casa del muro": http://ornellaspagnulo.blogspot.it/2012/03/0-false-14-18-pt-18-pt-0-0-false-false.html)
o di fatti realmente accaduti ("Il muro dei ricordi della sua casa..." http://ornellaspagnulo.blogspot.it/2012/03/la-sua-casa-part-1.html).
Questo libro non ci sarebbe stato se non avessi letto "Le città invisibili" di Calvino. Lì ho preso l'idea di libro-contenitore di frammenti, tenuti insieme da un filo comune, da una tematica. Ma è anche un omaggio ai Pink Floyd. "The Wall" è stato un album importante per me, però mai quanto il film. Nel film ho letto i testi di quelle canzoni, e mi sono sentita capita.
La frase Quelli che veramente ti amano passeggiano su e giù fuori dal muro - frase con cui si chiude il film - mi riempì di emozioni. Nell'adolescenza anch'io ho dovuto costruire un muro. E sapere che le persone che mi amavano erano lì fuori, che mi avrebbero aspettato, mi commuoveva.
Scrivere, a distanza di dieci anni, "The Wall" pensando al film e pensando a quei testi, è stato come chiudere un periodo, rianalizzarlo per disfarmene completamente. Nonostante questo, sono molto affezionata a ciò che ho scritto in questo "concept-book" perché ci ho messo quanto avevo di più personale, ho tolto la muffa al mio passato per ritrovarmi nuova e viva. -
Un giorno nevicò a Roma - INTERMEZZO http://ornellaspagnulo.blogspot.it/
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http://ornellaspagnulo.blogspot.it/
Sto inserendo i primi brani del mio "concept-book" "The Wall" su questo sito. Siete tutti invitati. -
Non frequento più i salotti letterari. Ora leggo.